Network Bar

martedì 22 maggio 2018

Il nostro tragico universo

Tra tutti i romanzi di Scarlett Thomas, Il nostro tragico universo è il più filosofico di tutti, ma anche il più scientifico e stuzzicante. Andiamolo a esaminare un po' più nel dettaglio
L'amore, l'universo...
Meg Carpenter, tra tutti i personaggi femminili tratteggiati dalla Thomas, protagonista e narratrice, è indubbiamente il più esplicito alter ego dell'autrice, essendo Meg una scrittrice. La sua è una vita piena d'amore: quello per Cristopher, il fidanzato, e quello per un uomo più grande di lei, ma anche già impegnato con un'altra donna. Ci sono, poi, gli amori della migliore amica di Meg, divisa tra il marito, che non riesce a lasciare non sa bene se per amore o per chissà cos'altro, e l'amate, un uomo più giovane di lei verso il quale non sa bene se prova amore o semplice attrazione fisica. E c'è infine l'amore mai sopito di Josh, fratello di Cristopher, verso la stessa Meg, sua ex.
Tutto ciò fa indubbiamente de Il nostro tragico universo un romanzo d'amore, per certi versi tragico. La tragedia, però, non sta nell'amore, ma nell'universo. E questa tragedia viene rappresentata dal fantomatico Kelsey Newman, un filosofo, forse, o magari un ciarlatano, o chissà chi, ma certamente uno scrittore che cerca di divulgare la sua visione dell'universo, una sorta di mondo fittizio che ci prepara al raggiungimento di quello vero, reale, dove ognuno di noi è un eroe che riesce a compiere grandi imprese.
L'universo è, insieme all'amore e alla scrittura, uno dei tre punti cardine del romanzo, un interesse che nella protagonista nasce grazie alle recensioni di libri pseudo-scientifici che scrive per una rivista, un lavoro che le permette di rivelare i ciarlatani che usano la scienza per la propria autopromozione.
In fondo il problema di Meg è più o meno quello dell'informazione, in particolare quella scientifica, dalla sua nascita a oggi: dare credibilità a un certo modo di raccontare l'universo, cercando di inquadrare le ipotesi tra scientifiche e fantasiose. A margine di questo problema, però, ecco spuntare quello che in effetti ispira il titolo del romanzo: il destino dell'universo e degli esseri intelligenti che vivono in esso.

lunedì 21 maggio 2018

Sotto la cupola

Finché ci sarà la Cupola, credo che legale sarà tutto quello che decideremo noi che debba esserlo.
È in questa frase del capo della polizia di Chester Mills, Peter Randolph, il senso di The dome di Stephen King. Al di là di qualunque considerazione sugli elementi fantascientifici, mistici, orrorifici o di qualunque altro genere presenti nel romanzo, il nodo centrale che King sviluppa con una prosa dettagliata, ma sempre ironica, è quello delle libertà individuali e di come qualunque stato di crisi costituisca un'ottima scusa per limitarle o sospenderle. Indipendentemente da una reale necessità.
In questo senso il personaggio che spicca su tutti è indubbiamente Jim Rennie, secondo consigliere di Chester Mills, ma vera mente dietro le decisioni del municipio. Rennie è un trafficone che giustifica le proprie azioni un po' con il bene comune, un po' con il diritto divino, ma che nei fatti portano a un maggiore controllo da parte sua sulla popolazione e una serie di cospicui introiti nelle sue tasche, molti di questi di provenienza illegale o quasi. L’arrivo della cupola non fa altro che enfatizzare il suo controllo su Chester Mills, aumentandone la brama di potere e la follia latente. Follia che, invece, è particolarmente manifesta nel figlio di Rennie e che creerà non poche situazioni inquietanti nel corso della narrazione.
Nel complesso è un romanzo corale, di lettura veloce e dinamica nonostante l'ampia foliazione, dove King pone al lettore una serie di interrogativi, di chiara matrice libertaria, sul potere politico e religioso. Viene anche citato Brian Vaughan, che successivamente avrebbe lavorato alla serie televisiva tratta dal romanzo. Serie che risulta, sotto certi aspetti, edulcorata, soprattutto nei personaggi “negativi” rispetto al romanzo, ovviamente per tenere conto dei gusti del pubblico e di una serialità che nel romanzo è evidentemente assente.
Traduzione Tullio Dobner

domenica 20 maggio 2018

Topolino #3260: La scoperta dell'ozio e altre storie

Con il Topolino #3260 arriva a conclusione la saga Nemici come prima che, dopo il Reboot dello scorso anno, completa il rilancio di Double Duck nel corso del decennale della serie. Prima, però, di affrontare l'ultima puntata della serie, partirei con la seconda storia in sommario:
I consigli dell'amaca
Le ronfate consigliere inizia con il solito cliché: Paperino che si prepara a ronfare sulla sua fida amaca con la classica bibita ghiacciata da sorseggiare negli intervalli di veglia. L'imprevisto, però, arriva subito: l'amaca si rompe. Paperino, così, è costretto a sostituirla. Il suo posto viene preso da un'antica e resistente amaca, appartenuta al pigro re Rufus che, leggenda vuole, abbia elargito al sovrano sagge dritte per portare a compimento nel modo più efficace gli affari di stato. Paperone, assediato dalle arrembanti proposte di Rockerduck nel campo dell'intrattenimento (cinema e videogiochi su tutti), decide di prendere per sé l'amaca. La cosa, però, non gli riesce, poiché l'ozio di Paperino ha reso il suo giardino il posto perfetto per l'amaca mistica di re Rufus, che si rifiuta di andare via. Paperone, allora, decide di pernottare a casa di Paperino.
Già solo da queste righe è evidente l'influenza ciminiana sulla storia scritta da Vito Stabile, che da un lato tesse gli elogi dell'ozio creativo e dall'altro gioca sui classici cliché di un Paperone non in grado di stare al passo con i tempi e di un ozioso Papaerino. In particolare in quest'ultimo caso è interessante una battuta di quest'ultimo che, afferma che per poter poltrire in maniera efficace
(...) bisogna essere sempre stanchi! E tu hai dormito nel letto degli ospiti dieci ore!

giovedì 17 maggio 2018

Il lato oscuro dell'universo

Ieri sera, per la serie dei Cieli di Brera, è stato ospite e conferenziere dell'Osservatorio Astronomico Andrea Cimatti dell'Università di Bologna. Autore del libro L'universo oscuro, vincitore nel 2017 del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica nella categoria delle Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, si è presentato con un titolo con un neanche troppo velato rimando a Star Wars. Non è un caso, ad esempio, che su Quora si trova una domanda del tipo: La Forza è più simile alla materia oscura, all'energia oscura o a cos'altro?
Partiamo, però, dall'inizio: l'idea che nell'universo siano presenti corpi celesti scuri venne espressa per la prima volta da Lord Kelvin nel 1884 che stimò come la maggior parte delle stelle che costituiscono la Via Lattea siano scure e quindi invisibili agli occhi. Il termine di "materia oscura" venne però coniato nel 1906 da Henri Poincaré in un commento al lavoro di Lord Kelvin, mentre il primo a suggerire l'esistenza di tale materia a partire da misure astronomiche fu Jacobus Kapteyn nel 1922. Le successive osservazioni di Jan Oort (1932) e Fritz Zwicky (1933) fornirono ulteriori dati a supporto dell'esistenza di materia oscura nell'universo fino alle prime, robuste osservazioni di Horace Babcock sulla nebulosa di Andromeda (1939).

martedì 15 maggio 2018

Topolino #3259: Speciale Salone del libro di Torino

Insieme con l'edizione regolare di Topolino #3259 era possibile acquistare anche l'edizione speciale cartonata realizzata appositamente per il Salone del libro di Torino contenente la ristampa di alcune storie scelte in funzione dei temi portanti dell'edizione 2018 del Salone stesso: identità, amicizia, scienza, ecologia, arte. Non le tratterò tutte, come faccio anche per gli usuali Topolino, ma mi concentrerò solo su tre:
Nemici con rispetto
Potremmo considerare Dalla parte sbagliata uno dei primi e più interessanti esperimenti di Tito Faraci con la narrazione hard boiled su Topolino. Le didascalie della storia sembrano, infatti, uscire direttamente da uno di quegli sporchi romanzi con i detrctive privati che bazzicano nei bassi fondi, sempre pronti a menare e farsi menare, ma riletti nell'ottica disneyana, quindi per certi versi parodistica. L'esempio più lampante di questo approccio è la terza vignetta della nona pagina, dove Topolino diventa una macchietta dei più beceri cliché per "passare inosservato". Inoltre in un paio di occasioni emerge anche il Faraci di Ridi Topolino, riuscendo così a costruire un mix perfetto tra comicità brillante e atmosfere più serie, il tutto ottimamente composto da un cinematografico Paolo Mottura che pur muovendosi all'interno della griglia classica, riesce a stupire il lettore con delle belle illustrazioni.
E' utile ricordare che un anno dopo l'uscita di questa avventura, che esplora in maniera un po' inconsueta il rapporto tra Topolino e Gambadilegno, arriva nelle edicole italiane il numero zero del Mickey Mouse Magazine, esperimento squisitamente hard boiled mai giunto a una vera conclusione.

lunedì 14 maggio 2018

Anonime ricerche

In un'era in cui la maggior parte dei servizi traccia le nostre attività sul web e quelle nella realtà a esse in qualche modo connesse, poter eseguire una ricerca in perfetto anonimato, anche solo per ovviare al problema del filtraggio dei risultati da parte dell'algoritmo di ricerca che si basa proprio sui nostri dati di navigazione diventa sempre più importante. Il principale tracciatore della nostra attività è indubbiamente Google, un motore di ricerca propriamente detto, seguito a ruota da Facebook, un social network che comunque decide cosa mostrare ai suoi utenti. Per cui proprio la posizione di dominanza di Google, quel suo aver quasi ucciso l'offerta di motori di ricerca, potrebbe risultare, unita con una maggiore richiesta di anonimato, il punto di partenza per la rinascita del mercato. In un interessante articolo di Christian Stewart vengono raccolti alcuni motori di ricerca anonimi, ovvero che promettono di eseguire una ricerca sui contenuti web con il massimo della precisione senza tracciare in alcun modo la nostra attività. Ho fatto un piccolo test con i motori di ricerca consigliati, confrontandoli con Google. La chiave di ricerca che ho utilizzato, influenzato dalla lettura di La realtà non è come ci appare di Carlo Rovelli, è stata quantum gravity. La ricerca su Google è stata fatta utilizzando il mio profilo principale, ma essendo i miei interessi strettamente legati alla chiave scelta, non mi sono preoccupato di eseguire la ricerca da anonimo, anche in considerazione del fatto che per farla da anonimo avrei dovuto prima eliminare i cookie sul browser da un alto, e dall'altro dalla consapevolezza che nel caso specifico le differenze sarebbero state minime. E in effetti, considerando che sia search encrypt sia startpage affermano di utilizzare l'algoritmo di Google per le loro ricerche senza alcuna profilazione, i loro risultati si sono discostati di poco da quelli di Google. Le differenze tra i due motori di ricerca sono, probabilmente, spiegabili con il fatto che la versione dell'algoritmo utilizzata per la ricerca non è esattamente l'ultima per nessuno dei due. Inoltre startpage permette un minimo di impostare alcune opzioni come la lingua.
Il successivo, Gibiru, mostra già alcuni risultati non presenti in nessuno dei tre motori di ricerca precedenti, pur utilizzando lo stesso algoritmo di Google, mentre swisscows, che si basa su bing, si discosta decisamente dai risultati del principale motore di ricerca e, nonostante l'utilizzo della lingua inglese in luogo di quella del browser, propone anche risultati in italiano. La risposta a questa curiosità risiede nella colonna a sinistra costituita da una serie di rettangoli con al centro altre parole chiave connesse con l'argomento, e una di queste è Rovelli, spiegando così quei due o tre risultati in italiano infiltratisi tra quelli in inglese.
Anche yippy è sulla stessa filosofia di swisscows proponendo una colonna a sinistra con le ricerche correlate. In entrambi i casi cliccando su, ad esempio, Rovelli (o Carlo Rovelli, come nel caso di yippy) si ottenga una ricerca che dovrebbe essere un sottogruppo di quella principale. In questo senso risulta più funzionale yippy, che propone veramente una selezione dei risultati principali, rispetto a swisscows che in effetti propone una nuova ricerca cui aggiunge alla chiave "quantum gravity" anche "Rovelli". Ovviamente i due approcci possono essere usati alternativamente in funzione delle esigenze del momento.
Se però già yippy sembra staccarsi sia da Google sia dai suoi concorrenti profilanti, desearch di BitClave, qwant e DuckDuckGo, che per ora è la mia scelta, si distaccano per vari motivi da Google. In particolare quell che mi sembra ancora in evoluzione è desearch, mentre qwant è quello che propone una visualizzazione più interessante. I risultati, infatti, vengono suddivisi in tre colonne (web, news e social) mentre nella striscia sopra vengono mostrati i risultati della ricerca per immagini. Inoltre il motore permette anche di iscriversi al sito, in similitudine a Google. DuckDuckGo, invece, che ha da sempre presentato risultati apprezzabilmente differenti da quelli di Google, ha deciso di mutuare dal più usato motore di ricerca la possibilità di raffinare la ricerca con opzioni legate alla lingua, alla sicurezza dei risultati, alla loro cronologia di uscita.
In questo momento la mia scelta è caduta su quest'ultimo, ma penso di dare un'occhiata in futuro anche a yippy, che mi sembra particolarmente interessante.

domenica 13 maggio 2018

Topolino #3259: Un salto nel cyberspazio e altre storie

La storia di apertura del Topolino #3259, che esce nella settimana del Salone del Libro di Torino è dedicata alla meccanica quantistica. Dinamite Bla e il meccanico quantistico è la nuova storia prodotta nel cappello di Topolino Comics&Science. Scritta da Fausto Vitaliano per i disegni di Stefano Intini, propone una serie di spunti interessanti, alcuni dei quali li ho esaminati con un certo dettaglio Al caffé dell Cappellaio Matto. Resta allora da vedere cosa è successo nel resto del numero.
Spia cyberpunk
Il secondo episodio di Nemici come prima, lasciato nelle capaci mani di Tito Faraci, sfocia nel cyberpunk grazie a un'ampia porzione della storia ambientata nel cyberspazio. Dotata di un buon ritmo e di dialoghi brillanti, scherza sugli appassionati di serie televisive, che grazie al nuovo modo di fruirle, sono sempre attenti a evitare gli spioler sulle stagioni che stanno seguendo, ritrovandosi ora a sviare una sesta, ora una decima, ora un'ottava stagione!
Ottima la prova di Stefano Zanchi: lo stile dinamico e l'ottima gestione di espressioni e movenze rende il segno particolarmente gradevole. Particolarmente efficaci sono, poi, gli agenti di Actinia: un florilegio di paperi, piccioni, pellicani con quell'acquilotto di Z a guidarli, che spuntano da ogni angolo delle vignette dove sono ritratti. Per contro si riconosce a stento il tratto, nonostante i crediti in fondo alla prima pagina: molto simile, infatti, lo stile a quello di Andrea Freccero.

sabato 12 maggio 2018

Una storia di paradossi, disuguaglianze e baffi

Come ha rilevato Richard Feynman, la natura vista dal punto di vista della meccanica quantistica è assurda. Il mondo quantistico, infatti, è ricco di paradossi, il più noto dei quali è indubbiamente quello del gatto


Albert, la senti questa voce?
La meccanica quantistica è certamente imponente. Ma una voce interiore mi dice che non è ancora reale. La teoria dice molto, ma non ci conduce realmente più vicino al segreto del "grande vecchio". Io, in ogni caso, sono convinto che Egli non gioca a dadi.
La relatività generale e la meccanica quantistica non sono mai andate molto d'accordo e di questo se ne rendeva perfettamente conto Albert Einstein durante le sue discussioni sulla meccanica quantistica e in particolare sull'interpretazione di Copenhagen, quella positivista dovuta alla scuola dei fisici teorici di Niels Bohr e sviluppata in particolare dal suo allievo Werner Heisenberg. Le critiche di Einstein a tale interpretazione probabilistica, che poi era quella che meglio si adattava al carattere delocalizzato rilevato da Erwin Schroedinger, sfociarono nell'articolo del 1935 scritto con Boris Podolsky e Nathan Rosen, Can quantum-mechanical description of physical reality be considered complete?, dove i tre teorici si concentrarono sui seguenti due punti:
  1. la descrizione quanto-meccanica della realtà data dalla funzione d'onda non è completa
  2. quando gli operatori corrispondenti a due quantità fisiche non commutano le due quantità non possono avere una realtà simultanea
I tre autori conclusero che la negazione di (1) implica la negazione di (2) quindi La descrizione della realtà fisica data dalla funzione d'onda non è completa.
Mentre abbiamo così mostrato che la funzione d'onda non fornisce una descrizione completa della realtà fisica, lasciamo aperta la questione se esista o meno una descrizione di tale genere. Crediamo, comunque, che una tale teoria è possibile.